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La Scarzuola.
Percorrendo un tortuoso percorso simbolico si raggiunge la statua della Dea Madre, un nudo e maestoso corpo femminile che racchiude in sé molteplici significati. E’ l’architettura, è madre terra, è la polena alla prua del grande vascello che l’intera costruzione rappresenta. E’ Iside, portatrice di luce o “lucifera”, come dimostra la fiaccola che ha al posto della testa. E’ la guardiana di due porte: quella che introduce al mondo dell’arte e della scienza e quella che si apre alla dimensione fantastica.
La Scarzuola è citata nelle cronache per essere quella in cui San Francesco nel 1218 costruì, nel punto in cui piantò una rosa e un alloro da cui miracolosamente sgorgò una fontana, una capanna con una pianta palustre di nome Scarza; da qui il nome Scarzuola. Nella seconda metà del Novecento, l'architetto milanese Tomaso Buzzi acquisì la proprietà dell 'intero complesso creandovi accanto una "città ideale" che lo rappresentasse, una vera e propria allegoria escatologica dell'esistenza, adottando il linguaggio ermetico caratteristico dell'aristocrazia massonica del Settecento.
Dal 1958 al 1978 l'architetto progettò e costruì nella valletta dietro al convento, una grande scenografia teatrale che egli definì "un'antologia in pietra" rimasta volontariamente incompiuta, che permise il recupero di esperienze visive del passato. Il complesso si sviluppa dentro una spirale formata dai pergolati. All'interno di questi vi è un asse verticale che dalla statua scheletrica del Pegaso, attraverso un sistema di terrazzamenti, conduce ad un anfiteatro, al teatro agnostico, al teatro erboso, per finire alla torre colonna rotta e ad un asse orizzontale delimitato a sinistra dal teatro delle api, al centro dal palcoscenico con labirinto musicale e a destra dalla città Buzziana con al culmine l'Acropoli. Lo stile che meglio interpreta l'ansia di licenza di Buzzi è il neo-manierismo che egli identifica anche nell'uso di scale e scalette in tutte le dimensioni, allungamenti di membrature architettoniche, varietà di modi alla rustica, un po' di mostri, volute sproporzioni di alcune parti, statue verdi all'Arcimboldi, affastellamento di edifici, di monumenti che arriva ad un certo surrealismo, un che di labirintico che arriva ad un certo surrealismo, di evocativo, di sinuoso, di antropomorfico, di geometrico, astronomico, magico.

The Scarzuola.
Driving along a winding path to reach the symbolic statue of the Mother Goddess, a naked female body and majestic that embraces multiple meanings. And 'architecture, is mother earth, is the figurehead at the bow of the large vessel that the whole building represents. And 'Isis, bringer of light or "Lucifer", as evidenced by the torch which has a head. And 'the guardian of two doors: one that introduces the world of art and science that opens to the fantastic dimension.
The Scarzuola is mentioned in the chronicles to be one in which St. Francis built in 1218, the spot where he planted a rose and a laurel from which miraculously gushed a fountain, a hut with a marsh plant called scarza, hence the name Scarzuola. In the second half of the twentieth century, the Milanese architect Tomaso Buzzi acquired ownership of the 'next whole by creating an "ideal city" that represented a real allegory eschatological existence, taking the hermetic language characteristic of the aristocracy of the Masonic eighteenth century.
From 1958 to 1978 the architect designed and built in the valley behind the monastery, a large theater sets which he called "an anthology stone" voluntarily left unfinished, which allowed the recovery of visual experiences of the past. The complex is developed within a spiral formed by pergolas. Within these there is a vertical axis from skeletal statue of Pegasus, through a system of terraces, leading to an amphitheater, theater agnostic, theater grassy route to finish the tower column and a horizontal axis bounded left from the theater of bees, the center from the stage musical maze with the city and right at the height Buzziana with the Acropolis. The style that best interprets anxiety license Buzzi is the neo-mannerism that he also identifies the use of ladders and steps in all sizes, aspect ratios of architectural membering, a variety of ways to rustic, a little 'monsters, disproportions of unwanted parts, statues green Arcimboldi, jumble of buildings, monuments to get a touch of surrealism, a labyrinth that reaches a certain surrealism to evoke the sinuous, of anthropomorphic, geometry, astronomy, magical.

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  • Copyright: letizia falini (faletiz) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 579 W: 51 N: 1604] (10113)
  • Genre: Lugares
  • Medium: Cor
  • Date Taken: 2010-08-17
  • Categories: Arquitectura
  • Exposição: f/11, 1/125 segundos
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  • Date Submitted: 2010-09-26 5:50
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