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il corbezzolo della sardegna homines et res, mala est! Etiam mel, quod in, ea insula abbundat,

Decine di migliaia di Sardi furono condotti schiavi a Roma e messi al pubblico incanto, ma pochi "domini" osavano acquistare questi schiavi "dal cipiglio fiero, che col solo sguardo incutevano timore", perciò il loro prezzo diminuì di valore. Cicerone, il più acerrimo nemico dei Sardi, in una orazione pronunciata nel foro a difesa di un pretore, il quale, come già Verre in Sicilia, aveva spogliato i Sardi, durante l’anno del suo pro- consolato in Sardegna, ne uscì con questa frase: « Omne quod Sardinia jert, homines et res, mala est! Etiam mel, quod in ,ea insula abbundat, amarum est! ». Ogni cosa che la Sardegna produce, uomini e cose, è cattivo! Perfino il miele che abbonda in quell'isola, è amaro! Ma l'eccellente oratore ignorava, forse, che il miele prodotto in Sardegna, formato dal nettare del fiore del corbezzolo e dalle api elaborato nei « bugni », pure nella sua amarezza racchiude in sé molte virtù e dopo mangiato, lascia nel palato una salutare dolcezza che dilaga per tutto il corpo, come il frutto della libertà faticosamente acquistata e conservata col sangue di molte generazioni.
FONTE : http://www.goceano.it/murineddu/i_romani_in_sardegna.htm

bibbia:: GIUDICI, 14 Giudici 14

1 Sansone scese poi a Timna e a Timna vide una donna tra le figlie dei Filistei. 2 Tornato a casa, disse al padre e alla madre: «Ho visto a Timna una donna, una figlia dei Filistei; ora prendetemela in moglie». 3 Suo padre e sua madre gli dissero: «Non c'è una donna tra le figlie dei tuoi fratelli e in tutto il nostro popolo, perché tu vada a prenderti una moglie tra i Filistei non circoncisi?». Ma Sansone rispose al padre: «Prendimi quella, perché mi piace». 4 Suo padre e sua madre non sapevano che questo veniva dal Signore, il quale cercava pretesto di lite dai Filistei. In quel tempo i Filistei dominavano Israele. 5 Sansone scese con il padre e con la madre a Timna; quando furono giunti alle vigne di Timna, ecco un leone venirgli incontro ruggendo. 6 Lo spirito del Signore lo investì e, senza niente in mano, squarciò il leone come si squarcia un capretto. Ma di ciò che aveva fatto non disse nulla al padre né alla madre. 7 Scese dunque, parlò alla donna e questa gli piacque. 8 Dopo qualche tempo tornò per prenderla e uscì dalla strada per vedere la carcassa del leone: ecco nel corpo del leone c'era uno sciame d'api e il miele. 9 Egli prese di quel miele nel cavo delle mani e si mise a mangiarlo camminando; quand'ebbe raggiunto il padre e la madre, ne diede loro ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso il miele dal corpo del leone. 10 Suo padre scese dunque da quella donna e Sansone fece ivi un banchetto, perché così usavano fare i giovani. 11 Quando lo ebbero visto, presero trenta compagni perché stessero con lui.
12 Sansone disse loro: «Voglio proporvi un indovinello; se voi me lo spiegate entro i sette giorni del banchetto e se l'indovinate, vi darò trenta tuniche e trenta mute di vesti; 13 ma se non sarete capaci di spiegarmelo, darete trenta tuniche e trenta mute di vesti a me». 14 Quelli gli risposero: «Proponi l'indovinello e noi lo ascolteremo». Egli disse loro:
«Dal divoratore è uscito il cibo
e dal forte è uscito il dolce».

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Additional Photos by Gianfranco Calzarano (baddori) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 1866 W: 124 N: 3543] (20341)
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